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Miércoles, 06 Julio 2011 08:05

Cornelio Fabro e San Josemaria

F. Ocáriz, Cornelio Fabro e San Josemaría Escrivá de Balaguer. Una sintonia di giudizio, enL´Osservatore Romano”, 25 giugno 2011.

 

Cornelio Fabro e san Josemaría Escrivá de Balaguer

Una sintonia di giudizio

 

Ricorre quest’anno il centenario della nascita di Cornelio Fabro (Flumignano, Udine, 24-viii-1911 — Roma, 4-v-1995) religioso stimmatino, grande filosofo e docente universitario. Il suo ricordo è per me legato anche al rapporto con san Josemaría Escrivá de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei, pur non essendosi i due mai incontrati tra di loro.

Padre Cornelio Fabro manifestò frequentemente il suo dispiacere di non aver avuto occasione di incontrare personalmente san Josemaría, che tuttavia conobbe e ammirò profondamente attraverso i suoi scritti. A questa conoscenza contribuì molto anche la sua amicizia con monsignor Álvaro del Portillo, primo successore di san Josemaría, e con altri membri della prelatura dell’Opus Dei, specialmente con il filosofo Carlos Cardona.

L’ammirazione e anche la venerazione di Cornelio Fabro verso san Josemaría furono in qualche modo intuitive davanti a un messaggio che si presenta —come più di una volta sentii dire a padre Fabro— con il fascino del Vangelo sine glossa. Questa grande ammirazione andò in crescendo anche dal punto di vista intellettuale mediante un’attenta riflessione, che andava sempre al nucleo degli argomenti senza mai rimanere alla superficie. Penso che anche per questo padre Fabro, già nei primi anni Settanta, ci incoraggiava a mettere in atto il progetto di san Josemaría che poi si concretizzò nella Pontificia Università della Santa Croce.

Non posso fare a meno di ricordare, anche con sincera gratitudine, il desiderio molte volte manifestato da padre Fabro —e realizzato con l’autorizzazione dei suoi superiori— di donare alla nostra Università la sua imponente biblioteca. Imponente non solo quantitativamente (circa 30.000 volumi) ma anche e soprattutto qualitativamente. Come non ricordare pure i diversi seminari e le riunioni tenute da padre Fabro con studenti e professori della Santa Croce?

Cornelio Fabro dedicò diversi scritti a commentare, con il suo abituale rigore, alcuni degli elementi centrali degli insegnamenti di san Josemaría. A modo di esempio, è sufficiente un breve riferimento solo a due di essi che considero di particolare valore. In primo luogo, un articolo intitolato Il primato esistenziale della libertà, che è un ampio sviluppo di un testo più breve pubblicato su «L’Osservatore Romano» nel 1977 con il titolo Un maestro di libertà cristiana.

Padre Fabro —che, come è noto, studiò e scrisse molto sul grande tema della libertà— coglie e spiega molto bene l’originale profondità con cui san Josemaría ci fa penetrare nella conoscenza di questo grande dono di Dio che è appunto la libertà, nell’ordine della natura e più ancora in quello della grazia: la libertà dei figli di Dio, per la quale Cristo ci ha liberati. «È veramente e pienamente libero —scrisse Fabro— soltanto il cristiano che è pienamente docile agli impulsi della grazia. Questo messaggio evangelico brilla con speciale luce negli insegnamenti del fondatore dell’Opus Dei. È un paradosso, il più profondo paradosso dell’esistenza: ma nel cristianesimo le verità più alte appaiono sempre in forma paradossale. Così, la vera, vale a dire, la “reale” libertà dell’uomo ferito dal peccato e indebolito nel suo spirito, è nella vera, vale a dire “reale” obbedienza a Dio, attraverso la rinuncia a sé stesso e allo spirito del mondo, attraverso la nostalgia della vita eterna».

Ma non si tratta soltanto di una dottrina. Come scrisse anche Cornelio Fabro, «in perfetta sintonia con il concilio Vaticano II, il fondatore dell’Opus Dei propone, come primo bene da rispettare e stimolare nell’impegno del cristiano, proprio la libertà personale; in questo modo il primato della libertà non soltanto è riconosciuto nella dottrina, ma è vissuto nella pratica, anche rispetto agli altri uomini». Tuttavia, «il primato esistenziale della libertà con grande energia predicato da Escrivá de Balaguer —conclude Fabro— non lascia l’uomo abbandonato alle proprie forze, perché è inseparabile dall’affermazione secondo la quale a Cristo non si arriva se non attraverso la Croce e con la guida e l’aiuto di santa Maria, Madre di Dio, di Cristo, e Madre nostra».

L’altro testo di padre Fabro al quale mi riferisco è intitolato La tempra di un Padre della Chiesa. Si tratta di un’ampia analisi dei grandi temi centrali negli insegnamenti del fondatore dell’Opus Dei, così come sono contenuti nelle sue opere che già allora —nel 1992— erano state pubblicate. È uno studio molto dettagliato, che porta padre Fabro alla conclusione che san Josemaría «unisce l’emozione mistica con la più sicura ortodossia dottrinale, riuscendo a introdurre il lettore, con delicatezza e fermezza, nelle vie della più appassionata contemplazione e nel più incisivo apostolato. Non mi sembra eccessivo affermare —continua Cornelio Fabro— che, nei nostri giorni, queste opere costituiscono una fonte inesauribile d’ispirazione per la nuova aurora della Chiesa di Dio, nella sua presenza nel mondo». La dilagante secolarizzazione è certamente un ostacolo alla presenza salvifica della Chiesa nel mondo. Nel contesto della riflessione sul pensiero del fondatore dell’Opus Dei, padre Fabro scrisse che «alla sfida dell’epoca della secolarizzazione, la Chiesa risponde con Escrivá de Balaguer del modo più radicale ed efficace: non trincerando il cristiano dietro una barricata costruita per la sua difesa, ma neanche lasciandolo ingenuamente al rischio di accettare una cultura che si propone di annientarlo, bensì affermando che l’incarnazione del Verbo è il fondamento perennemente attuale e operante della trasformazione dell’uomo in Cristo, e, attraverso il lavoro dell’uomo, di tutta la creazione». Della profondità con la quale Cornelio Fabro colse gli aspetti centrali del messaggio spirituale di san Josemaría dà certamente ragione l’acutezza della sua mente speculativa. Lo stesso padre Fabro spiegava che la sua attività filosofica si sviluppò seguendo tre indirizzi fondamentali. Il primo, di interpretazione e approfondimento del pensiero di san Tommaso d’Aquino, portò a quello che lo stesso Fabro chiamò un tomismo essenziale, centrato sulla riscoperta dell’essere come atto e la corrispondente nozione di partecipazione. Un secondo indirizzo è stato lo studio della filosofia moderna e contemporanea, individuando con rigore l’appartenenza essenziale dell’ateismo alla filosofia dell’immanenza. Il terzo indirizzo costituisce una difesa dell’opposizione di Kierkegaard a Hegel, con l’affermazione kierkegaardiana della libertà come indipendenza della persona per impegnarsi nell’elezione dell’Assoluto, di Dio. Questi tre indirizzi sono convergenti e non possono essere considerati un semplice rifiuto del pensiero moderno in funzione di una nuova ripetizione della filosofia tomista. Nell’itinerario intellettuale di Cornelio Fabro troviamo un grande impegno per assumere e valorizzare quanto c’è di positivo nel pensiero moderno alla luce della filosofia realista e cristiana. In ciò si può anche vedere una sintonia di fondo con l’atteggiamento intellettuale di san Josemaría, che, per esempio, scrisse: «Per te, che desideri formarti una mentalità cattolica, universale, ne trascrivo alcune caratteristiche: —ampiezza di orizzonti, e vigoroso approfondimento di ciò che è perennemente vivo nell’ortodossia cattolica; —anelito retto e sano— mai frivolezza —di rinnovare le dottrine tipiche del pensiero tradizionale, nella filosofia e nell’interpretazione della storia; —una premurosa attenzione agli orientamenti della scienza e del pensiero contemporanei; —un atteggiamento positivo e aperto di fronte all’odierna trasformazione delle strutture sociali e dei modi di vita» (Solco, 428).

Della profondità con cui padre Fabro colse gli elementi centrali degli insegnamenti di san Josemaría dà pure ragione il fatto che il filosofo era anche teologo, non soltanto a motivo della sua preparazione per il sacerdozio e dei suoi posteriori studi e pubblicazioni, ma anche e soprattutto perché egli sempre intese la sua dedizione alla filosofia come inseparabile dalla vita cristiana e sacerdotale: come servizio alla Verità che è Gesù Cristo. Pochi giorni dopo aver festeggiato il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale, in una lettera del 25 aprile 1985, padre Fabro mi diceva: «La divina Provvidenza e l’assistenza continua che ho sperimentato da parte della Madre di Dio mi ha assistito sempre e specialmente nei momenti di maggior rischio e sofferenza. Li considero come segno della divina misericordia: cupio dissolvi et esse cum Christo. E attendo con fiducia, e vorrei dire con serena allegrezza, la venuta di “Colui che deve venire”: cinquant’anni alle dipendenze della verità in continua aspirazione con lo sguardo rivolto alla mia miseria, ma anche con infinita gratitudine per tanto grande traguardo che mi fa inabissare nel mio nulla e sollevarmi in alto con la speranza che non delude».

 

Fernando Ocáriz.
Vicario generale della prelatura dell’Opus Dei

F. Ocáriz, Cornelio Fabro e San Josemaría Escrivá de Balaguer. Una sintonia di giudizio, dansL´Osservatore Romano”, 25 juin 2011.

 

Cornelio Fabro et Saint Josémaria Escriva

 

Nous célébrons cette année le centenaire de la naissance de Cornelio Fabro, (Flumignano, Udine, 24 août 1911- Rome, 4 mai 1995). Religieux de l'ordre des stigmatins, grand philosophe, professeur universitaire, son souvenir est pour moi lié à sa relation avec saint Josémaria Escriva de Balaguer, alors qu'ils ne se sont jamais rencontrés.

Le père Cornelio Fabro avouait fréquemment que ne pas avoir personnellement connu saint Josémaria l'attristait vraiment. Or, il l'a toujours connu et profondément admiré à travers ses écrits. Son amitié avec mgr Alvaro del Portillo, premier successeur de saint Josémaria et avec d'autres membres de la prélature de l'Opus Dei, tout particulièrement avec le philosophe Carlos Cardona, a beaucoup contribué aussi à cette connaissance.

L'admiration et la vénération de Cornelio Fabro pour saint Josémaria ont été, dans un certain sens, intuitives face son message dont il percevait la fraîcheur de l'Évangile: sine glossa, comme je le lui ai entendu dire plus d'une fois. Cette admiration ne fit que croître, d'un point de vue intellectuel aussi, grâce à une réflexion attentive qui ne restait pas en surface mais qui allait toujours au cœur des questions.

Je pense que c'est aussi à cause de cela que Cornelio Fabro, déjà dès les premières années 70, nous encouragea à mettre en route ce projet de saint Josémaria qui devint plus tard l'université pontificale de la Sainte-Croix.

Je ne peux pas ne pas évoquer avec une gratitude sincère, son vœu de léguer à notre université son immense bibliothèque: immense non seulement quantitativement parlant (quelques 30.000 volumes) mais surtout qualitativement. Et comment pourrais-je oublier les réunions et les séminaires qu'il a tenus avec les étudiants et les professeurs de la Sainte-Croix?

Avec sa rigueur habituelle, dans plusieurs de ses écrits Cornelio Fabro commente certains éléments centraux des enseignements de saint Josémaria. Je vais seulement faire une brève référence à deux de ces textes, qui ont pour moi une valeur particulière. Tout d'abord, l'article intitulé La primauté existentielle de la liberté, où il élargit et développe un texte, Un maître de liberté chrétienne, qu'il avait publié en 1977 dans l'Osservatore Romano.

Le père Fabro qui, on le sait, travailla et écrivit beaucoup sur le thème de la liberté, perçoit et explique très bien l'originale profondeur avec laquelle saint Josémaria nous plonge dans la connaissance de ce grand don de Dieu qu'est la liberté, aussi bien dans l'ordre de la nature qu'à plus forte raison dans celui de la grâce: la liberté des enfants de Dieu pour laquelle le Christ nous a libérés. Voici ce que C. Fabro écrit à ce propos : «N'est vraiment et complètement libre que le chrétien qui est totalement docile aux impulsions de la grâce [...] Ce message évangélique a un éclat spécial dans les enseignements du fondateur de l'Opus Dei. C'est un paradoxe, le plus profond paradoxe de l'existence car dans le Christianisme les vérités les plus élevées apparaissent toujours sous forme de paradoxe. Aussi, la véritable, c'est-à-dire la «réelle» liberté de l'homme blessé par le péché et affaibli en son esprit, réside-t-elle en la vraie, c'est-à-dire en la «réelle» obéissance à Dieu à travers le renoncement de soi et à l'esprit de ce monde, à travers la souffrance de la vie présente, à travers la nostalgie de la vie éternelle».

Ceci dit, il ne s'agit pas seulement d'une doctrine. En effet, Cornelio Fabro, le note aussi: «En parfaite consonance avec le Concile Vatican II, le fondateur de l'Opus Dei propose précisément, comme un premier bien à respecter et à stimuler dans l'investissement chrétien, la liberté personnelle; de sorte que la primauté de la liberté est non seulement reconnue dans la doctrine, mais vécue en pratique, aussi vis-à-vis des autres». Or « a primauté existentielle de la liberté chrétienne que mgr Escriva de Balaguer prône si énergiquement ne laisse pas l'homme livré à ses propres forces puisqu'elle est inséparable de l'idée qu'on ne parvient au Christ que par la Croix et sous la conduite et l'aide de Sainte Marie, Mère de Dieu et notre Mère».

Je tiens aussi à évoquer l'autre texte du père Fabro: La trempe d'un Père de l'Église. Il s'agit d'une vaste analyse des sujets centraux des enseignements du fondateur de l'Opus Dei, à partir des œuvres qui étaient déjà publiées en 1992. C'est une étude très détaillée qui permet à Cornelio Fabro de conclure que saint Josémaria «unit l'émotion mystique à l'orthodoxie doctrinale la plus solide et arrive ainsi à introduire le lecteur, doucement et fermement, dans la voie de la contemplation la plus passionnée et de l'apostolat le plus incisif. Il ne me semble pas excessif d'affirmer que, de nos jours, ces œuvres sont une source inépuisable d'inspiration pour l'aube nouvelle de l'Église de Dieu dans sa présence au monde».

La sécularisation diffuse qui sévit de nos jours est, certes, un obstacle à la présence salvifique de l'Église dans le monde. Dans le contexte de la réflexion sur la pensée du fondateur de l'Opus Dei, le père Fabro écrit qu'«avec Escriva l'Église répond au défi de la sécularisation de la façon la plus radicale et la plus efficace: ne retranchant pas le chrétien derrière une barricade défensive ni ne l'encourageant pas non plus naïvement à embrasser une culture qui n'est faite que pour l'emprisonner, mais en affirmant que l'Incarnation du Verbe est le fondement éternellement actuel et opérant de la transformation en Christ de l'homme et, à travers le travail de l'homme, de toute la création».

L'acuité de son esprit spéculatif lui permit de saisir les aspects centraux du message spirituel de saint Josémaria. Le père Fabro expliquait lui-même qu'il avait déployé son activité dans trois directions essentielles. Tout d'abord dans l'interprétation et l'approfondissement de la pensée de Saint Thomas d'Aquin qui le porta vers ce que Fabro appelait le thomisme essentiel, centré sur la redécouverte de l'être en tant qu'acte et la notion correspondante de participation. Une deuxième direction fut l'étude de la philosophie moderne et contemporaine qui le conduisit à déceler avec rigueur l'appartenance essentielle de l'athéisme à la philosophie de l'immanence. La troisième est une défense de l'opposition de Kierkegaard à Hegel, avec l'affirmation kierkegaardienne de la liberté en tant qu'indépendance de la personne vis-à-vis de son engagement dans l'élection de l'Absolu, c'est-à-dire de Dieu.

Ces trois directions sont convergentes et ne peuvent pas être prises pour un simple refus de la pensée moderne compte tenu d'une nouvelle proposition de la philosophie thomiste. Dans l'itinéraire intellectuel de Cornelio Fabro, il y a une grande volonté d'assumer et de mettre en valeur tout ce qu'il y a de positif dans la pensée moderne à la lumière de la philosophie réaliste et chrétienne.

On perçoit là aussi une profonde syntonie avec l'attitude intellectuelle de saint Josémaria qui écrivit, par exemple : «C'est pour toi qui tiens à te forger un esprit catholique, universel, que j'en relève quelques caractéristiques: —de vastes horizons et un approfondissement énergique de ce qui vit en permanence dans l'orthodoxie catholique; —un souci droit et sain, jamais frivole, de rénover les doctrines typiques de la pensée traditionnelle, soit dans la philosophie, soit dans l'interprétation de l'histoire...;—une attention vigilante aux orientations de la science et de la pensée contemporaines; —et une attitude positive et ouverte devant la transformation actuelle des structures sociales et des formes de vie» (Sillon, 428).

Le fait que C.Fabro, philosophe, ait été aussi théologien —non seulement parce qu'il y était tenu par sa préparation au sacerdoce et pour la suite de ses études et de ses publications, mais aussi et surtout parce qu'il comprit toujours que son dévouement à la philosophie était inséparable de la vie chrétienne et sacerdotale, en tant que service à la Vérité qu'est Jésus-Christ— explique aussi la profondeur avec laquelle il perçut les éléments centraux des enseignements de saint Josémaria.

Quelques jours après le 50ème anniversaire de son ordination sacerdotale, dans une lettre datée du 25 avril 1985, le père Fabro me disait: «La divine Providence et la continuelle protection de la Mère de Dieu m'ont toujours assisté, spécialement dans les périodes les plus risquées et dans la souffrance. Je vois tout cela comme un signe de la divine miséricorde: cupio dissolvi et esse cum Christo. J'attends avec confiance, avec une joie sereine, dirais-je, la venue de «Celui qui doit venir». 50 ans d'aspiration sans relâche au service de la vérité, avec le regard rivé sur ma misère mais aussi avec une gratitude infinie pour ce but si élevé qui me permet de me plonger dans mon néant tout en m'élevant vers le haut avec une espérance qui ne déçoit pas».

 

Mons. Fernando Ocáriz
Vicaire général de l'Opus Dei

Sábado, 14 Enero 2017 10:07

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In this section, there are several brief chapters on aspects of the spirit of Opus Dei, focused on giving oneself to God in the middle of the world, with the aim of serving the Church and souls. The topics, based on the teaching of the Church and following the spirit of St Josemaría, include human virtues, the joy of realising we are sons of God in Christ, study and work, charity – with the desire of serving others – and bringing the light of Christ to the world around us.

These texts will be of particular interest to those wishing to know about the universal call to holiness in the middle of the world. They aim to help readers wishing to live in a manner that is consistent with their faith and who are aware that no effort to learn or improve can be fruitful for the apostolic mission and one's own sanctification without the help of the Holy Spirit, in truth and love.

Sábado, 14 Enero 2017 10:43

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Sobre el espíritu del Opus Dei es

In dieser Rubrik werden von verschiedenen Autoren diverse Aspekte des Geistes des Opus Dei erklärt. In 50 Kurzartikeln wird das Leben der Hingabe an Gott inmitten der Welt und im Dienst für die Kirche und für die Menschen entfaltet. Die menschlichen Tugenden, die Freude, Kinder Gottes in Christus zu sein, das intensive Studium und die beharrliche Arbeit, die Nächstenliebe und der aus ihr entstehende Eifer, den anderen zu dienen und das Licht Christi in unsere Gesellschaft hineinzutragen - das sind nur einige der Themen, die entsprechend der Lehre der Kirche und dem Beispiel christlichen Lebens, wie es der hl. Josefmaria aufgezeigt hat, dargelegt werden.

​Diese Texte werden vor allem diejenigen ansprechen, die über die Berufung zur Heiligkeit inmitten der Welt nachdenken. Sie möchten auch einen Beitrag zur Bildung jener Christen leisten, die ihren Glauben auf eine stimmige Weise leben möchten und die sich bewusst sind, dass jede Bemühung, sich weiter zu bilden und zu bessern, nur mit dem Wirken des Geistes der Wahrheit und der Liebe für die apostolische Sendung und die eigene Heiligung fruchtbar sein kann.

Sábado, 14 Enero 2017 10:38

Sur l'esprit de l'Opus Dei

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Über den Geist des Opus Dei  ger

Plusieurs auteurs développent dans cette rubrique des aspects de l’esprit de l’Opus Dei. Cinquante brefs chapitres évoquent le don de soi à Dieu au milieu du monde, dans le service de l'Église et des âmes. Les vertus humaines, la joie d’être des enfants de Dieu dans le Christ, l’étude et le travail intense, mais non excessif, la charité qui se manifeste dans le désir de s’occuper d’autrui et dans le souci d’apporter la lumière du Christ à tous dans la société où nous vivons, voici quelques-uns des thèmes qui sont traités ici, dans le cadre des enseignements de l'Église et suivant l’exemple de saint Josémaria. Au fondement, toujours la filiation divine.

Ces textes intéresseront ceux qui se sentent appelés à la sainteté au milieu du monde. Ils veulent contribuer à la formation des chrétiens qui désirent d’être cohérents avec leur foi, et qui savent qu’aucun effort pour apprendre ou s’améliorer ne serait fécond pour la mission apostolique et la sanctification personnelle sans l’action de l’Esprit de vérité et d’amour.

Il Card. Cañizares, Prefetto de la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha sottolineato la piena risposta di san Josemaría alla chiamata di Dio, aprendo un “canale” per la santificazione degli uomini e donne: persone capaci di dare risposte solide e coerenti alle sfide della società attuale.
San Josemaría dimostra che è possibile, con l’aiuto del cielo, vivere in unione con Dio tramite la Chiesa, in unità di vita, mettendo Cristo al vertice di tutte le attività umane.

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Miércoles, 06 Julio 2011 08:19

Cornelio Fabro y San Josemaría

En "L'Osservatore Romano" (25 de junio 2011), Mons. Fernando Ocáriz recuerda la figura del filósofo italiano Cornelio Fabro (1911-1995). Entre otras cuestiones, Mons. Ocáriz resalta la profunda comprensión y sintonía que tuvo Cornelio Fabro de aspectos esenciales del mensaje de San Josemaría: el primado de la libertad, la valorización del pensamiento moderno a la luz de la filosofía realista cristiana, etc.  Français    Italiano 

En la labor de transformación del mundo, se percibe el importante papel del sacerdote. Pero, ¿quién es el sacerdote en la sociedad de hoy? ¿Cómo puede convertirse en fermento de santidad? A esta pregunta se puede responder desgranando unas palabras de San Josemaría que definen la identidad del sacerdote, también en el mundo secularizado: "Todos los sacerdotes somos Cristo. Yo le presto al Señor mi voz, mis manos, mi cuerpo, mi alma: le doy todo".
La “Biblioteca Virtual Josemaría Escrivá de Balaguer y Opus Dei”, operativa desde 2011, ofrece un motor de búsqueda entre más de 12000 registros y 5000 documentos académicos, relacionados con el Fundador del Opus Dei, el espíritu de la institución que fundó y otros documentos relacionados con la Obra y sus prelados. Recientemente se ha rediseñado la plataforma, dotándola de una manejo más fácil para el usuario.